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Scritto da Administrator
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Giovedì 07 Maggio 2009 00:00 |
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 "…musiche mondane. Musiche nelle quali traspare il piacere (e il progetto) di stare ben dentro un mondo fortemente connesso. Agitato da sussulti innovativi e nuove localizzazioni di poteri. Ma fortemente connesso. Il processo di globalizzazione, chissà perché si è immaginato lineare, è in crisi ma non interrotto. Molte differenze sono propulsive. E la connessione riguarda in primo luogo coloro che si oppongono radicalmente agli assetti del capitalismo mondiale.” In questo frasi rivediamo molto il pensiero comune che ha spinto la formazione di questo laboratorio di sperimentazione politica. La voglia di analisi del mondo in cui siamo, di capire i nuovi paradigmi di produzione che si vanno formando, di sviluppare un metodo di analisi critico in grado di fornirci in modo diretto strumenti per mettere in atto istanze di conflitto, al fine di riappropriarci del mezzo di produzione attualmente più sfruttato che è rappresentato dalla vita di ognuno di noi. La idea è quella di creare un legame costante tra metropoli ed università, quel dentro-fuori che possa permetterci di analizzare le contraddizioni quotidiane con un approccio totalmente differente. L’Università rappresenta per noi uno dei luoghi di produzione della conoscenza, terreno privilegiato di espropriazione e rapina di quella che si definisce merce immateriale, sia in termini di ricerca scientifica sia in termini di nuove forme di socialità. Per questo pensiamo che bisogna porsi in uno stato di conflitto permanente verso quel biopotere che diffonde l’orologio in tutte le sfere della vita, sincronizzando e subordinando l’insieme dei tempi sociali alla disciplina e ai ritmi della fabbrica. |
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