Le Schiave divenatno Proletarie
Fonte:altronline.it - Autore Luigi Scardigli
Il peggio è alle spalle, ha sostenuto gaudente ieri il Presidente del Consiglio. All’Answers di Pistoia però, contemporaneamente, una nutrita rappresentanza dei 650 lavoratori del call center era sotto il palazzo comunale in stato d’agitazione, rimandando al mittente tutto il suo ottimismo. Erano lì ad urlare tutta la loro rabbia contro un’azienda che gioca al ribasso, che si volatilizza, che fa del mobbing la sua arma preferita, che paga poco e male.
“Ho 40 anni e sono madre di due figli, di 3 e 12 anni – racconta, particolarmente arrabbiata, Sabrina Puddu, impiegata da due anni all’Answers e membro della segreteria nazionale dei Comitati di base - sono una precaria stabilizzata, perché ho sottoscritto un contratto a tempo indeterminato, ma gli stipendi sono saltuari. Dallo scorso dicembre infatti l’azienda la busta paga non ce la versa interamente, ma ce la divide in due tranche, di pari importo: la prima oggi, la seconda vedremo. E’ stato così fino ad agosto, poi la situazione, già drammatica, si è andata ulteriormente aggravando, perché sono state annullate anche la tranche e dello stipendio non si è saputo più nulla”.
L’Answers è un’azienda che fornisce servizi, un call center che serve parecchie imprese locali e nazionali, tra le quali spiccano Enel e Tim. E funziona parecchio bene, visto e considerato che è stata votata, per qualità, come seconda azienda del settore. Apparteneva a Phone Media, un capitale industriale di circa 6.000 dipendenti con un unico amministratore, Fabrizio Cazzago, che l’ha ceduta a Omega, che vanta, tra gli azionisti di maggioranza, l’onorevole Rosso, del Pdl, un’azienda famosa per essere abile curatrice di fallimenti. E' quello che temono i 650 addetti dell’Answer di Pistoia: il fallimento pilotato e la successiva rinascita in posti dove la manodopera costa ancora meno.
“Come Cub siamo in sciopero ad oltranza dal primo settembre – continua a spiegarci Sabrina Puddu – e appena entrati in agitazione abbiamo immediatamente informato il Sindaco e la Provincia, che ci hanno ricevuto nemmeno 48 ore dopo, addirittura alla presenza del senatore Lido Scarpetti (ex Sindaco di Pistoia, del Pd), della neo presidentessa della Provincia Federica Fratoni (Pd) e di Paolo Magnensi (ex Sindaco di Agliana, Pd), del consiglio provinciale: si è aperto un tavolo di trattative, farcito da tante promesse e buoni propositi. Noi stiamo ancora aspettando. Ma non è la pazienza ad essere sulla via di esaurirsi, quanto le scadenze dei pagamenti: 500 euro di affitto al mese e due bambini in età scolare, con le loro comprensibili esigenze. Siamo vicini al tracollo, ma abbiamo ancora la forza per incazzarci e per non smettere di lottare: il lavoro è un diritto che sappiamo e vogliamo difendere, ma non vogliamo che qualcuno si permetta di ignorare l’articolo 36 della Costituzione di questo paese. In questa azienda ci sono soprattutto donne, donne sfigate, è il caso di sottolineare: quelle fortunate fanno altri mestieri. E quelle che hanno in tasca la tessera dei comitati di base non sono fortunate...”.
In piazza del Duomo, tra i manifestanti, ci sono anche le bandiere della Cgil: Sabrina è stata molto dura nel suo giudizio con il sindacato. Qui si parla anche di tacita connivenza della sigla sindacale con l’azienda.
“Se l’accusa è rivolta a noi – tiene a precisare Michele Gargini, della segreteria nazionale Slc della Cgil – la rimando al mittente e mi permetto di suggerire, a tutti quelli che stanno in stato di agitazione di evitare, soprattutto in un momento tanto delicato, queste polemiche, che non sono soltanto sterili ed infruttuose, ma anche dannose. Noi, con Cisl e Uil, a luglio, abbiamo stilato un comunicato che sottolineava lo stato di malessere dell’Answers: se siamo in piazza a protestare è facile dedurre che le risposte che ci sono state date non ci abbiano soddisfatto”.
Con i manifestanti, tra il palazzo di Giano, sede del Comune e la Prefettura, disposta longitudinalmente, ci sono anche rappresentanti delle forze dell’ordine: carabineri, digos e vigili urbani. Uno delle Benemerita, un padre di famiglia, si avvicina ad una delle ragazze particolarmente inferocite e le sussurra – ma quelli intorno riescono a sentire nitidamente – un suggerimento: “smettetela con i cortei: denunciateli questi ladri”! Il sit in si scioglie; lo pseudo corteo svanisce; le forze dell’ordine, dopo aver tirato un sospiro di sollievo per l’assenza totale di tensioni, tornano in Caserma e in Questura.
Qualcuna delle manifestanti, approfittando della giornata primaverile, ne approfitta per prendersi un caffè; altre riprendono la strada dell’azienda, che sta a Sant’Agostino, nella zona industriale della città, fuori le mura.
Una di loro, mentre stiamo facendo il resoconto di un’altra giornata da cani, ci telefona e ci dice che l’Answers è stata improvvisamente evacuata dai carabinieri perché pare che sia arrivata una telefonata anonima, addirittura da Prato, che rivelava la presenza, nell’azienda, di una bomba. Tutti fuori, naturalmente. Ma giusto il tempo dell’emergenza. Poi di nuovo dentro, ognuno alla propria postazione, a vendere prodotti e sogni, risparmi e convenienze, tutte con le loro cuffiette in testa, aspettando con impazienza l’orario del termine del turno; la vita comincia in quel momento, la vita è fuori di lì, ma con mille euro al mese date in due tranche e nemmeno con puntualità verrebbe voglia di tornare immediatamente in azienda e fare gli straordinari.




