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Eccoci per chi si chiedeva dove eravamo finiti, per chi si affannava a definirci fuochi fatui, riflusso di elitarismi autoreferenziali, esibizionismo autocelebrativo.

L’onda è tornata vitale, propulsiva, mai uguale a se stessa, sempre capace di irrompere, riproporsi, ricollocarsi, modellare le coste del potere. Parzialità mai riducibili, mai onnicomprensive, desiderose di rimettersi in gioco e di rimettere in moto la produzione di forme autorganizzative di conflitto.

L’Onda fa paura, fa paura al governo, alla sua gestione elitaria della crisi, alle sue politiche repressive e securitarie

 

tese all’omogeneizzazione del dissenso, alla normalizzazione delle eccedenze, alla compressione delle forme di sciopero.

La risposta è chiara: “polizia contro gli studenti, polizia contro chi dissente, polizia e cariche contro chi la crisi non vuole pagarla!”. Cariche di Stato, già viste un po’ ovunque, a Padova, Pisa, Pomigliano, Torino e reiterate mercoledì mattina in una città universitaria assediata, militarizzata, di manganellate sferrate con violenza, di decine di student@ brutalmente picchiat@ e sequestrat@ per ore.

 

Tutto questo in una giornata di sciopero nazionale, indetta da Cgil_Flc, che come Onda avevamo deciso di attraversare per tornare a costruire discorso, immaginario, conflitto.

Con questo spirito student@ e precar@ dell’università e della ricerca mercoledì mattina si sono dat@ appuntamento alla Sapienza per costruire, caratterizzare, far vivere lo sciopero, a partire dai luoghi della produzione della conoscenza, dagli spazi che quotidianamente attraversiamo e viviamo. Farlo appunto a partire da quel terreno privilegiato di espropriazione e rapina che è l’università. Rapina protratta a danno delle nostre vite, della nostra potenza cooperativa, del nostro essere comune ed espressione di un bio-potere che diffonde l’orologio in tutte le sfere della vita, sincronizzando e subordinando l’insieme dei tempi sociali alla disciplina e ai ritmi della fabbrica.

Ma.l’Onda NON SI FERMA. L’Onda si prepara a tornare in piazza in occasione del G14. Tema in discussione: Welfare e lavoro. Ma quale Welfare per precar@, migranti, disoccupat@?

Numerosi.sono stati nei mesi trascorsi gli appuntamenti nelle facoltà e negli spazi autogestiti cittadini che, a partire dall’analisi della crisi, hanno provato a dare risposte sempre più articolate alla domanda posta. Insufficienti sono invece le risposte governative e di chi, riproponendo vecchie formule e slogan, non coglie la complessità e la trasformazione dell’attuale mondo lavorativo.

Cariche di Stato dicevamo, cariche legittimate da quel protocollo firmato a Roma sui cortei, CGIL compresa, per ridurre il disagio alla mobilità cittadina ma che in realtà serve a massacrare student@, precari, disoccupat@ e quantialtr@ decidano di manifestare la propria indignazione.

La libertà di manifestare è inoltre demandata ad un atto amministrativo che cela il suo reale fine negazionista dietro la banale scusa di problemi al traffico che un corteo comporta.

Stiamo assistendo ad un attacco indiscriminato alla democrazia e agli spazi del conflitto. Fuori e dentro l’università.

L’atteggiamento del rettore Frati, attraverso gli sgomberi -attuati o minacciati- delle aule autogestite nelle varie facoltà, è sintomatico di tale volontà. Le cronache dei giorni scorsi ci parlano delle reazioni scomposte e autoritarie del ‘barone rampante’ che, contestato durante un convegno, si lascia andare ad improperi e insulti e si reca, scortato dai fedelissimi agenti di polizia, nella facoltà di Chimica minacciando sgomberi e denunce.

Gli spazi per le attività autogestite non si toccano!

Per tutto questo torneremo sabato a manifestare a piazza Aldo Moro, per non legittimare questo attacco alla democrazia e ai suoi spazi di espressione, per questo torneremo a gridare: noi la crisi non la paghiamo!

In questa fase di attacco efferato alla democrazia, dentro la crisi del capitale globale, per una nuova stagione di conflitto, di rotture, di semafori verdi, di welfare e diritti per tutt@!



GUERRIGLIER@ DELLA SAPIENZA_INGEGNERIA





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