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Sulla Conoscenza

La costruzione “di quel che potremmo diventare” è sfida, causa e conseguenza della nascita di Split Up. Destinato, pertanto, ad innovare se stesso assiduamente attraverso quel bagaglio di alterazioni che lo sviluppo delle relazioni porta con se.

Trasformare Split Up attraverso le nostre mutazioni. Sperimentare l'innovazione nello sconfinato mare in cui il nostro pesciolino ha deciso di tuffarsi, affascinandosi ai mondi percossi dallo sguardo.Il risultato è un'idea nuova da metter in atto, partendo dalle riflessioni che caratterizzano il nostro essere comunità.Esami, lezioni, il vivere le facoltà fan sì che nel quotidiano ci s'imbatta in quel che è stato istituito come processo formativo (dalla cultura alle nozioni, al sapere in senso lato).

Un insieme di scadenze, di temporalità, di percorsi che di formativo hanno poco o nulla e sono funzionali esclusivamente all'“educazione” lavorativa del soggetto specializzato.Educare al rispetto dei tempi imposti è educare all'obbedienza, è creare angosce profonde, è sentirsi tutelato all'arrivo delle scadenze."La categoria del possibile è spesso angosciante per cui molti preferiscono gli obblighi".Qualcuno nel passato affermava che il primo passo di un processo formativo è quello del pensiero dogmatico, visto come necessità per abituare il soggetto alla disciplina.

Oggi nei percorsi formativi si acquisisce il dogma, in ogni campo d'interesse. I movimenti studenteschi, le crescenti proteste europee contro il Bologna Process, le pratiche dell'autoformazione, segnano il punto: l'impossibilità di ridurre il percorso a linea retta con tanto d'inizio e fine prestabilita!Mille sono gli spazi della cultura, mille le accezioni del termine "cultura", infinite le possibilità di apprendere.

Non a caso il mare della conoscenza è immenso, così sconfinato che al sol pensiero di esplorarlo ci si sente già persi…Eppure un tentativo Split Up ha deciso di farlo, cercando di capire innanzitutto cosa fosse, da dove derivasse e dove volesse condurci questa parola, per poi saltare da una mente all'altra, generando pensieri e visioni, considerazioni e conclusioni su un concetto in grado di racchiudere al proprio interno ogni cosa o nulla.Così Split up si fa trasmissione di riflessioni legate da un sottile filo comune, generate tutte da uno stimolo forte di esplorazione nei confronti di quella che ognuno di noi ha definito, in diverso modo, ma con un unico nome: la conoscenza.

 

Il Sapiente e Il Presente

L'intelligenza è come l'istinto: tutti sanno perfettamente di che si tratta, forse solo gli studiosi non riescono a mettersi d'accordo. La sapienza popolare ci dice che l'intelligenza è la capacità di capire, di ragionare, utile per risolvere problemi pratici e, per la nostra specie, anche teorici; l’istinto si potrebbe definire come l'intelligenza della specie, quell'insieme di risposte precostituite che sono tirate fuori al momento giusto. Tutti siamo consapevoli dell’importanza dell’intelligenza rispetto alla connessione dell’uomo nei processi quotidiani di sopravvivenza, ma basta questo a descrivere cosa siano davvero oggi, nel presente cognitivo, l’intelligenza e la conoscenza?

Il capitalismo moderno fondato sulla valorizzazione di grandi masse di capitale fisso materiale è quasi del tutto sostituito da un capitalismo post-moderno centrato sulla valorizzazione di “capitale umano” o “capitale intelligenza”. Da questa affermazione di Andrè Gorz nel suo saggio “L’immateriale” troviamo uno degli elementi d’indagine sulla crisi del paradigma taylorista-fordista-keynesiano e soprattutto sulla fine politica di un secolo impetuoso come il novecento. Bifo ne “Il sapiente, il mercante e il guerriero” evidenzia come il ventunesimo secolo è storia di conflitto e alleanza tra tre figure : il sapiente, il guerriero e il mercante. La figura centrale è il sapiente, portatore di intelligenza accumulata nei gesti del lavoro, nell’esperienza e nell’infinita successione di atti di rifiuto del lavoro stesso.

Essendo l’Intelligenza che innalza l’uomo su tutti gli altri esseri sensibili, e gli dà tutta la superiorità e l’impero ch’egli ha sopra loro, essa è senza dubbio un argomento che, per la stessa nobiltà sua, merita bene che noi ci applichiamo a indagarlo ( John Locke - Saggio sull’intelligenza umana)

E’ grazie all’intelligenza che l’uomo ha sostituito se stesso con le macchine ed è proprio grazie al rifiuto del lavoro che la scienza si è spinta in avanti quasi come se fosse consapevole di una sua funzione ben precisa: rifiutare il lavoro stesso.

Cosa diversa il mercante e il guerriero, che dell’intelligenza e della conoscenza vogliono fare strumento di potere a servizio del denaro e della guerra. L’esempio più palese della sottomissione del sapiente al guerriero fu Hiroshima, un’occasione in cui il governo degli Stati Uniti riuscì a convincere un gruppo di scienziati a piegarsi ad un feroce ricatto.

Quindi la figura del sapiente è da un lato fastidiosa, dall’altro indispensabile, ragion per cui va dominata e sottomessa. Il ruolo dei saperi diventa fondamentale, alla produzione materiale si aggiunge la creazione di valore tramite la produzione di conoscenza. In entrambi i casi, la subordinazione al capitale sancisce, tramite sfruttamento, la generazione di profitto.

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Semantica della Speranza

Il termine che con ricorrenza domina le bocche degli insofferenti all'attuale situazione socio-politica è la parola “cultura”. Nei caffè radical-chic schiere di giusti borbottano improbabili discussioni rievocative di miraggi culturali, in cui convinzioni differenti o opposte condividono in una parola un destino comune.

Frasi come “C'è bisogno di cultura” o ”Manca la cultura” diventano elementi fondanti di una monografia contemplativa e limitata, in grado di stimolare nel lettore una sottile e quanto flebile accettazione emozionale senza generare un'analisi lucida e razionale dei fenomeni e delle cose. L'analisi dell'approssimazione intellettiva, in tale circostanza, non è da considerarsi secondaria o un vezzo filosofico di un'antagonista alla ricerca della contraddizione fra le regole della semantica, ma rappresenta un monito evidente dell'incapacità di distinguere gli elementi dalla relazione.

La cultura, dunque, evocata come condizione necessaria e sufficiente di liberazione, come espressione di resistenza e creazione. Cultura come opulenza cognitiva di cose, come assimilazione cellulare di elementi circoscritti spesso indipendenti ma comunque numerosi.Ma quella in cui viviamo non è una forma culturale?

Forse non ci piacerà, ma comunque è portatrice di una cultura. E poi di quale cultura stiamo parlando? Della nostra, dell'ottantenne vicino di casa o dell'adolescente iper-tecnologico del nord europa?La contraddizione si palesa e porta con se una serie di domande alle quali bisognerà saper rispondere, perché da queste risposte deriverà la capacità di interpretare i flussi tendenziali che ci attraversano e la possibilità di essere non solo conflittuali ma anche costituenti di modelli nuovi di socialità.

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Conoscenza

Prego te, oh divina sfera di fuoco, di poter nuovamente osservare le verdi fronde degli alberi bagnate dalla tua magnificenza; sconfiggi le tenebre e ridonaci ancora le tue divine grazie!”

(4000 a.c. circa, possibile preghiera animista di invocazione del Sole)

 Anche domani, come sempre è stato e sempre sarà, il Sole sorgerà dietro quelle alture e illuminerà la vallata…se c’è una cosa della quale sono certo, è che il giorno e la notte si alternano, quanto è vero che respiro aria. Luce e vita, entrambi doni del nostro Signore.”(1100 d.c circa, possibile dialogo tra un padre e un figlio

)“Il Sole (dal latino Sol) è la stella madre del sistema solare, attorno alla quale orbitano gli otto pianeti principali (tra cui la Terra), i pianeti nani, i loro satelliti, innumerevoli altri corpi minori e la polvere diffusa per lo spazio, che forma il mezzo interplanetario. Il Sole, inoltre, costituisce da solo il 99,8% della massa del sistema Solare.”(oggi, Wikipedia)

Cos’è dunque la conoscenza?

E’ un concetto assoluto, una ferrea definizione raggiungibile attraverso gradi di consapevolezza generalmente conseguenziali e legati all’avanzamento di una determinata società o è un processo relativo, indefinibile, impossibile da imbrigliare in confinate e oggettive valutazioni, frutto del tempo e delle epoche?La capacità umana di offrire la propria esistenza alla ricerca di una verità, ha determinato nel corso della storia un processo di produzione di conoscenze basate su considerazioni legate a convenzioni, ovvi punti di partenza senza i quali l’intera struttura societaria non sarebbe potuta esistere. La storia, nel suo corso, ha determinato la “vittoria” di alcune convenzioni su altre, generando e fortificando il concetto di conoscenza fondendolo con determinate idee e modalità di produrla. Il legame profondo tra informazione e tipologia di approccio ad essa determina il tipo di conoscenza dedotta. Essa esiste solo in quanto c’è una mente in grado di possederla, ma l’esistenza effettiva di questa mente è legata ad un assioma Cartesiano del tutto arbitrario, accettato in quanto condiviso, ma che rappresenta solo una delle infinite possibili letture della realtà. Il punto di partenza risulta quindi focale per la definizione e l’apprendimento della conoscenza.

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Nuove Frontiere nella Rete

Nell'era digitale i paradigmi dell'epoca “moderna” vanno trasferendosi e rimodulandosi nella rete. Migliaia di informazioni entrano nei flussi di una rete libera (al momento) e diventando bit, trasferiscono il contenuto all'uso e all'elaborazione di tutti. La rete è un grande calderone dove circolano idee, saperi, informazioni. Sappiamo tutti che questo sviluppo nel corso degli anni ha messo in discussione i vecchi modelli utilizzati per difendere i saperi, diritti d'autore, copyright e brevetti. Oggi tutelare la proprietà intellettuale ha perso il suo fascino iniziale perché grazie al software libero al grido “il sapere è di tutti” sono saltate le modalità classiche di accesso a esso. Un esempio classico sono i film: le case produttrici non riescono a difendersi dagli attacchi di copia e diffusione illegale, tramite reti p2p, che i pirati della rete compiono ai loro danni. Lo stesso vale per la musica. E' evidente che la vecchia formula del diritto d'autore non è più in grado di difendere le nuove creazioni e tutti ci ritroviamo a navigare tra legalità e illegalità. E' di qualche mese fa la dichiarazione del ministro della lega Maroni a Vanity Fair dove ammette di aver scaricato illegalmente dalla rete. Internet mette a nudo il conflitto tra consumatori, produttori e distributori. Creando un unico profilo in grado di raccogliere, elaborare e produrre un nuova essenza che, in questo mondo virtuale, riesce ad essere potente quanto la sua idea, la sua conoscenza. Avendo a disposizione il mezzo (il pc), la materia prima (le idee, la conoscenza, il sapere) e la forza lavoro (la capacità di compiere quelle azioni). E se è vero che grazie ad esso «people have the power», il “Potere” non resta a guardare: tra nuove leggi e dispositivi elettronici ci ritroviamo nella società della sorveglianza. Dove per sorvegliare bisogna controllare le idee, gestire l'informazione ed essere sicuri di avere davanti “la scimmia obbediente”.Maggiore banda, hardware potente e software gratuito hanno creato una generazione di utenti per i quali i confini fra produzione e consumo scompaiono: i prosumer.

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